Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili
Guida operativa 2026 per PMI e società: organizzazione, procedure, budget, cash-flow, continuità, segnali CCII e documentazione delle decisioni.
Perché gli adeguati assetti non sono un fascicolo
L’obiettivo è costruire un sistema che produca informazioni utili prima che il problema diventi irreversibile.
Il cambiamento più importante non è l’introduzione di un nuovo documento da conservare. È il passaggio da una gestione centrata quasi esclusivamente sul consuntivo a una gestione capace di guardare in avanti. Le fonti professionali e i materiali analizzati convergono su questo punto: organigramma, procedure, dati contabili tempestivi, budget, cash-flow, indicatori e reporting devono dialogare fra loro.
Un’impresa può chiudere il bilancio in utile e avere problemi di liquidità; può crescere nel fatturato ma assorbire cassa; può avere una contabilità formalmente corretta ma disponibile troppo tardi per decidere. Per questo gli adeguati assetti non coincidono con la sola contabilità generale e non coincidono con il controllo di gestione: sono il quadro organizzativo nel quale le informazioni vengono prodotte, lette, discusse e trasformate in decisioni.
Le tre domande che il sistema deve saper rispondere
- Chi decide cosa, con quali poteri e con quali informazioni?
- Cosa sta succedendo oggi a margini, crediti, debiti, cassa e capitale circolante?
- Cosa è ragionevole attendersi nei prossimi dodici mesi e quali azioni sono già state previste se lo scenario cambia?
Compliance e gestione non sono alternative
L’adempimento è più robusto quando coincide con buona gestione. Il Vademecum 2025 insiste sulla necessità di strumenti “forward looking” e di un sistema che sia calibrato sulla singola impresa. La guida sul cash flow, a sua volta, collega la prevenzione alla capacità di prevedere incassi e pagamenti, gestire il capitale circolante e confrontare budget e consuntivi. La check-list non deve quindi diventare una collezione di caselle: deve produrre un piano di miglioramento.
Quadro normativo essenziale
Art. 2086 c.c., governance societaria e art. 3 del Codice della crisi.
L’art. 2086, comma 2, c.c. impone all’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, e di attivarsi senza indugio quando occorre adottare gli strumenti previsti dall’ordinamento.
Il Codice della crisi distingue il piano dell’imprenditore individuale – che deve adottare misure idonee – da quello dell’imprenditore collettivo, per il quale l’assetto ex art. 2086 è espressamente richiamato. L’art. 3 CCII traduce l’obiettivo in tre capacità operative: rilevare squilibri patrimoniali o economico-finanziari; verificare sostenibilità dei debiti e continuità almeno per i dodici mesi successivi; ricavare le informazioni necessarie per la lista di controllo e il test pratico della composizione negoziata.
| Soggetto / organo | Funzione principale nel sistema |
|---|---|
| Imprenditore / organo amministrativo | Istituisce e mantiene un sistema proporzionato; usa le informazioni per decidere e interviene tempestivamente. |
| Organi delegati | Nelle strutture collegiali, curano concretamente l’assetto e alimentano il flusso informativo verso il consiglio. |
| Consiglio di amministrazione | Valuta l’adeguatezza sulla base delle informazioni ricevute e segue il prevedibile andamento della gestione. |
| Collegio sindacale / sindaco | Vigila sull’adeguatezza e sul concreto funzionamento, nei limiti delle funzioni attribuite dalla legge. |
| Revisore legale | Svolge le funzioni proprie della revisione e, nei casi previsti, partecipa al sistema di segnalazioni senza sostituire l’organo gestorio. |
| Professionisti esterni | Supportano costruzione, misurazione e documentazione; la responsabilità delle decisioni resta agli organi competenti. |
Cosa significa “adeguato”: proporzionalità
La legge non richiede lo stesso sistema a una microimpresa e a una società articolata.
Adeguato non significa massimo, sofisticato o costoso. Significa proporzionato a natura, dimensione e complessità. Il materiale CNDCEC sulle check-list e il Focus Cooperative ribadiscono che la valutazione deve essere tipologica e personalizzata: settore, attività, persone, governance, ricorso al credito, complessità dei processi e rischi cambiano il contenuto concreto dell’assetto.
| Profilo | Assetto minimo ragionevole | Quando aumentare il presidio |
|---|---|---|
| Micro / piccola impresa semplice | Ruoli chiari; contabilità tempestiva; riconciliazioni; scadenziario; budget di cassa 12 mesi; monitoraggio crediti/debiti; riunione periodica documentata. | Crescita rapida, personale chiave, forte credito bancario, margini bassi, magazzino importante, molte commesse. |
| PMI con più funzioni | Organigramma e responsabilità formalizzate; procedure sui processi critici; budget economico-finanziario; reporting mensile/trimestrale; KPI; risk map. | Più sedi, linee di business, società collegate, finanza complessa, alta regolamentazione. |
| Impresa più strutturata | Sistema di pianificazione integrato; contabilità analitica; reporting per responsabilità; controlli interni; scenari/stress test; governance informativa formalizzata. | Operazioni straordinarie, internazionalizzazione, gruppi, investitori, covenant, rischi settoriali elevati. |
Cinque variabili di proporzionalità
- dimensione economica e patrimoniale;
- numero di persone, ruoli e livelli decisionali;
- complessità del ciclo operativo e del sistema informativo;
- rischi tipici del settore, concentrazione clienti/fornitori e dipendenza da persone chiave;
- struttura finanziaria, ricorso al credito, covenant e volatilità della cassa.
Assetto organizzativo
Funzioni, poteri, deleghe, persone, processi e responsabilità.
L’assetto organizzativo è la parte che rende leggibile “chi fa cosa”. Le fonti analizzate richiamano organigramma, funzionigramma, mansioni, poteri decisionali, procedure di controllo, flussi informativi e competenze del personale. In una PMI non serve necessariamente un manuale di cento pagine: serve che le responsabilità siano comprensibili, coerenti con i poteri effettivi e aggiornate.
| Elemento | Domanda di verifica | Evidenza utile |
|---|---|---|
| Organigramma | Le funzioni esistono davvero e sono presidiate? | Organigramma datato e approvato. |
| Funzionigramma | Compiti, responsabilità e interazioni sono descritti? | Schede ruolo / job description. |
| Deleghe e procure | Chi può impegnare la società e fino a quale limite? | Delibere, procure, matrice poteri. |
| Segregazione funzioni | Chi autorizza, esegue e controlla sono sempre la stessa persona? | Matrice attività-controllo; doppia autorizzazione su processi sensibili. |
| Persone chiave | Cosa accade se manca il soggetto che detiene un know-how critico? | Procedure, sostituzioni, accessi condivisi e piano di continuità. |
| Flussi informativi | Le informazioni arrivano a chi deve decidere con frequenza utile? | Calendario reporting e destinatari. |
Mappa essenziale dei rischi
La risk map non deve essere un esercizio astratto. Per ogni rischio rilevante si identificano: evento, causa, probabilità, impatto, controlli esistenti, responsabile, azione di mitigazione e indicatore che segnala il deterioramento. Nelle PMI è spesso sufficiente una matrice semplice, purché venga riesaminata quando cambiano prodotti, mercato, persone o finanza.
Assetto amministrativo
Pianificare, programmare, controllare e far circolare le informazioni.
L’assetto amministrativo riguarda i processi e le procedure che consentono il corretto e ordinato svolgimento dell’attività. È la cerniera tra organizzazione e numeri: trasforma obiettivi e strategie in attività, scadenze, autorizzazioni, controlli e reporting.
Procedure da formalizzare prima delle altre
- ciclo attivo: preventivo/ordine, consegna, fatturazione, incasso, sollecito e gestione insoluti;
- ciclo passivo: richiesta, ordine, ricezione, controllo fattura, autorizzazione e pagamento;
- tesoreria: accessi bancari, disposizioni, limiti, firme e riconciliazioni;
- personale: autorizzazioni, presenze, payroll, pagamenti e informazioni sensibili;
- magazzino: carichi/scarichi, inventari, obsolescenza e valorizzazione;
- investimenti: autorizzazione, budget, confronto consuntivo e ritorno atteso;
- adempimenti fiscali e societari: calendario, responsabilità, evidenze di controllo.
Assetto contabile
Contabilità tempestiva, riconciliazioni, bilanci intermedi e informazioni gestionali.
L’assetto contabile deve garantire completezza, correttezza e tempestività delle rilevazioni e produrre informazioni affidabili per decisioni e bilancio. La parte decisiva, per gli adeguati assetti, è il fattore tempo: una situazione contabile perfetta prodotta mesi dopo non consente di intervenire tempestivamente.
| Presidio | Frequenza indicativa | Controllo |
|---|---|---|
| Banche e cassa | Mensile, più frequente se tensione di liquidità | Riconciliazioni, partite sospese, affidamenti, interessi. |
| Clienti | Mensile | Aging, scaduto, concentrazione, contestazioni, DSO. |
| Fornitori | Mensile | Scaduto, piani di rientro, concentrazione, DPO. |
| IVA / imposte / contributi | Mensile o per scadenza | Debito maturato, versato, differito, piani rateali. |
| Magazzino | Mensile/trimestrale secondo rilevanza | Giacenze, rotazione, obsolescenza, inventari. |
| Situazione economica | Mensile/trimestrale | Ricavi, margini, costi fissi, EBITDA, scostamenti. |
| Stato patrimoniale gestionale | Trimestrale/mensile | CCN, PFN, patrimonio netto, indebitamento. |
| Bilancio intermedio | Secondo complessità e rischio | Coerenza con OIC applicabili, continuità, informazioni per organi. |
I materiali professionali richiamano anche manuale delle procedure contabili, piano dei conti comprensibile, principi contabili applicabili, affidabilità del sistema EDP e, quando utile, contabilità analitica. Questi elementi non sono fini a se stessi: rendono confrontabili i dati nel tempo e riducono il rischio che gli indicatori siano costruiti su basi incoerenti.
Sistema informativo, controlli e rischi
Un assetto esiste soltanto se le informazioni arrivano, sono affidabili e vengono usate.
Il sistema informativo deve trasformare dati operativi e contabili in informazioni utili ai decisori. In una PMI può essere costituito da gestionale, fogli di calcolo controllati, dashboard e procedure di estrazione; ciò che conta è la qualità del dato, la tracciabilità delle fonti e l’assenza di passaggi “manuali invisibili” non verificabili.
| Domanda | Rischio se la risposta è NO |
|---|---|
| Esiste un’unica versione dei dati economico-finanziari usata nei report? | Decisioni basate su numeri diversi e riconciliazioni continue. |
| Gli accessi ai sistemi sono personali e coerenti con i ruoli? | Modifiche non attribuibili e accessi non necessari. |
| Le anagrafiche clienti/fornitori e i dati bancari sono sottoposti a controllo? | Frodi, errori di pagamento, dati duplicati. |
| I file Excel critici hanno proprietario, versione e controlli? | Formula modificata senza evidenza, perdita di dati, risultati incoerenti. |
| Esistono backup e prove di ripristino dei dati essenziali? | Continuità operativa compromessa in caso di incidente. |
| Il reporting indica data di estrazione e perimetro? | Confronti tra periodi non omogenei. |
Controlli preventivi, concomitanti e successivi
Un sistema maturo combina controlli prima dell’operazione (limiti, autorizzazioni), durante l’operazione (quadrature, blocchi, doppie verifiche) e dopo (riconciliazioni, audit, analisi anomalie). L’obiettivo non è eliminare ogni rischio, ma renderlo conoscibile e gestito.
Pianificazione: business plan, budget e forecast
Dare numeri alle decisioni prima di prenderle.
I materiali analizzati convergono sulla centralità della pianificazione: piano industriale o business plan per l’orizzonte medio-lungo; budget economico, patrimoniale e finanziario per l’anno; forecast per aggiornare le previsioni alla luce dei dati effettivi. Il valore non sta nel file, ma nel processo: ipotesi esplicite, responsabilità, confronto con i consuntivi e decisioni correttive.
| Strumento | Orizzonte | Contenuto minimo |
|---|---|---|
| Business plan / piano industriale | 3-5 anni, secondo il caso | Scenario, mercato, investimenti, ricavi/costi, struttura finanziaria, sostenibilità. |
| Budget economico | 12 mesi | Ricavi, costi variabili, margine di contribuzione, costi fissi, EBITDA/EBIT. |
| Budget patrimoniale | 12 mesi | Crediti, magazzino, debiti, investimenti, capitale proprio, PFN. |
| Budget di tesoreria | Almeno 12 mesi; dettaglio mensile/settim. se necessario | Incassi, pagamenti, imposte, personale, rate, investimenti, saldi e utilizzo affidamenti. |
| Forecast | Rolling | Aggiornamento delle stime con consuntivi e nuove informazioni. |
| Stress test / what-if | Event-driven | Riduzione vendite, aumento tempi incasso, aumento tassi/costi, perdita cliente chiave, shock di margine. |
Tesoreria, cash flow e capitale circolante
La crisi si manifesta spesso nella cassa prima che nel conto economico.
La guida dedicata al cash flow propone un percorso particolarmente utile per le PMI: partire dai driver economici e arrivare al capitale circolante e alla cassa. Quantità vendute, prezzi, costi variabili, margine di contribuzione, costi fissi ed EBITDA non bastano: crediti, magazzino e debiti verso fornitori determinano il tempo con cui il risultato economico si trasforma in liquidità.
| Driver | Domanda gestionale | Indicatore utile |
|---|---|---|
| Crediti clienti | Quanto tempo passa tra fattura e incasso? | DSO; aging; % scaduto >30/60/90 giorni. |
| Magazzino | Quanti giorni di vendite restano immobilizzati? | DIO; rotazione; obsolescenza. |
| Debiti fornitori | Quanto finanziano il ciclo operativo? | DPO; scaduto vs non scaduto. |
| Ciclo monetario | Quanto tempo finanzia l’impresa prima di incassare? | Cash Conversion Cycle = DSO + DIO – DPO. |
| Debito finanziario | Quanto pesa la finanza rispetto alla capacità operativa? | PFN, PFN/EBITDA, debt service. |
| Cassa prospettica | Quando il saldo scende sotto la soglia di sicurezza? | Budget di tesoreria / minimum cash. |
Il budget di tesoreria come strumento quotidiano
Per una PMI il budget di tesoreria è spesso il primo strumento da introdurre. Deve essere riconciliato con la contabilità, aggiornato con gli incassi e pagamenti attesi e collegato alle scadenze fiscali, contributive, finanziarie e agli investimenti. Il suo scopo non è “indovinare” il saldo futuro, ma rendere visibili gli intervalli nei quali la cassa potrebbe non essere sufficiente e consentire di anticipare le decisioni.
Continuità aziendale e orizzonte a 12 mesi
Non basta sapere che oggi l’impresa paga: occorre verificare se potrà continuare a farlo.
L’art. 3 CCII richiede che le misure e gli assetti consentano di verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi. Il Vademecum 2025 traduce questa esigenza in monitoraggio degli equilibri economico, patrimoniale e finanziario, integrando dati consuntivi e previsionali.
Un percorso in sei passaggi
- costruire una base contabile aggiornata e riconciliata;
- ricostruire il debito finanziario, fiscale, contributivo e commerciale;
- predisporre un forecast economico e un budget di cassa almeno a dodici mesi;
- misurare scaduti, affidamenti e concentrazioni rilevanti;
- eseguire almeno uno scenario avverso ragionevole;
- documentare le decisioni e aggiornare il forecast quando si verificano scostamenti rilevanti.
Segnali dell’art. 3 CCII e creditori pubblici
Un sistema di allerta interna: segnali da leggere, non semafori automatici di insolvenza.
Il correttivo del 2024 ha chiarito che i segnali del comma 4 dell’art. 3 sono elementi che, anche prima dell’emersione della crisi o dell’insolvenza, agevolano la previsione. Sono quindi indicatori da presidiare con continuità e da inserire nel cruscotto, ma il loro superamento non equivale automaticamente a una dichiarazione di crisi.
| Segnale art. 3, comma 4 | Condizione da monitorare |
|---|---|
| Retribuzioni | Debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni superiori a metà dell’ammontare complessivo mensile delle retribuzioni. |
| Fornitori | Debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni superiori ai debiti verso fornitori non scaduti. |
| Banche/intermediari | Esposizioni scadute da oltre 60 giorni o sconfinamenti da almeno 60 giorni, se complessivamente pari almeno al 5% delle esposizioni. |
| Creditori pubblici qualificati | Esistenza di una o più esposizioni previste dall’art. 25-novies CCII: INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia Entrate-Riscossione secondo le soglie vigenti. |
Soglie dei creditori pubblici qualificati: promemoria operativo
| Creditore | Promemoria di soglia (art. 25-novies) | Nota |
|---|---|---|
| INPS | Ritardo >90 giorni: con lavoratori, oltre 30% contributi anno precedente e oltre €15.000; senza lavoratori, oltre €5.000. | Verificare sempre testo vigente e posizione concreta. |
| INAIL | Premi scaduti >90 giorni e non versati >€5.000. | La segnalazione ha finalità di emersione anticipata. |
| Agenzia Entrate | IVA da LIPE >€5.000 e almeno 10% del volume d’affari dell’anno precedente; segnalazione comunque se >€20.000. | La soglia va letta con le condizioni complete della norma. |
| Agenzia Entrate-Riscossione | Carichi scaduti >90 giorni: >€100.000 impresa individuale; >€200.000 società di persone; >€500.000 altre società. | Importi elevati ma non sostitutivi del monitoraggio ordinario. |
Il cruscotto minimo della PMI
Pochi indicatori, con soglie interne e trend, collegati alle decisioni.
Non esiste una lista normativa unica di KPI valida per ogni impresa. Il cruscotto deve riflettere il modello di business. Per una PMI commerciale o di servizi, tuttavia, un set essenziale può combinare redditività, capitale circolante, liquidità, indebitamento e sostenibilità prospettica.
| Indicatore | Formula / logica | Perché serve |
|---|---|---|
| Margine di contribuzione | Ricavi – costi variabili | Mostra quanto resta per coprire struttura e risultato. |
| EBITDA margin | EBITDA / ricavi | Misura la capacità operativa prima di ammortamenti e finanza. |
| ROS | EBIT / ricavi | Misura il risultato operativo sulle vendite. |
| Current ratio | Attivo corrente / passivo corrente | Indicazione sintetica della copertura di breve. |
| Quick ratio | (Liquidità + crediti breve) / passivo corrente | Esclude il magazzino dalla copertura di breve. |
| PFN | Debiti finanziari – disponibilità e attività finanziarie liquide | Quantifica l’indebitamento finanziario netto. |
| PFN / EBITDA | PFN / EBITDA | Legge la leva rispetto alla capacità operativa, con prudenza se EBITDA basso/negativo. |
| DSO | Crediti commerciali / ricavi × giorni | Tempi medi di incasso. |
| CCC | DSO + DIO – DPO | Giorni di finanziamento del ciclo operativo. |
| DSCR prospettico | Flusso disponibile per servizio del debito / servizio del debito | Misura indicativa da costruire su previsioni coerenti. |
Per ogni indicatore è utile mostrare almeno tre cose: valore attuale, valore comparabile del periodo precedente e soglia interna. Le soglie non devono essere copiate da un settore diverso: vanno motivate sulla storia dell’impresa, sul budget, sui covenant e sui rischi specifici.
Crediti, magazzino e fornitori
La parte operativa del capitale circolante che spesso decide la cassa.
Crediti
Una procedura formalizzata di gestione e monitoraggio dei crediti è indicata tra gli elementi che la giurisprudenza e la prassi guardano con attenzione. Il presidio minimo comprende affidamento cliente, condizioni di pagamento, fatturazione tempestiva, aging, solleciti, gestione contestazioni, escalation e svalutazione delle posizioni dubbie.
Magazzino
Se il magazzino è rilevante, la contabilità deve dialogare con dati fisici e gestionali. Rotazione, obsolescenza, differenze inventariali e acquisti non coerenti con le vendite possono assorbire liquidità senza essere visibili nel solo conto economico mensile.
Fornitori
L’aumento dello scaduto fornitori può finanziare temporaneamente la gestione, ma può anche essere il primo segnale di tensione. Il cruscotto deve distinguere debito non scaduto, scaduto per anzianità, piani di rientro e fornitori strategici. La soglia dell’art. 3 non sostituisce questa analisi: arriva quando il fenomeno è già significativo.
Documentare le decisioni dell’organo amministrativo
Non basta decidere bene: occorre poter ricostruire quali informazioni erano disponibili e perché si è scelta una strada.
La tracciabilità è il ponte tra assetto e responsabilità. Report, verbali, memo, dashboard e piani di azione permettono di dimostrare che l’organo amministrativo ha ricevuto informazioni, ha considerato i segnali rilevanti e ha deciso in modo informato. Non si tratta di verbalizzare ogni scelta operativa, ma di costruire evidenza per le decisioni che incidono su continuità, finanza, investimenti e rischi.
| Evento | Evidenza minima consigliata |
|---|---|
| Approvazione budget / forecast | Assunzioni, scenari, scostamenti rilevanti e azioni concordate. |
| Tensione di liquidità | Budget cassa aggiornato, cause, fabbisogno, alternative e decisioni. |
| Cliente strategico in ritardo | Aging, esposizione, probabilità incasso, limiti di fornitura e azione. |
| Investimento significativo | Business case, fonti finanziarie, impatto su cassa e sensitività. |
| Sconfinamento / covenant | Dato, causa, confronto con banca, rimedi e monitoraggio. |
| Segnale art. 3 / art. 25-novies | Data di rilevazione, verifica, valutazione e azioni intraprese. |
Metodo di check-up SG in quattro fasi
Una verifica utile deve produrre priorità e un piano di lavoro, non soltanto un punteggio.
| Fase | Attività | Output |
|---|---|---|
| 1. Inquadrare | Forma giuridica, business, governance, dimensione, persone, sistemi, finanza e rischi. | Perimetro e livello di profondità della verifica. |
| 2. Fotografare | Checklist documentale, interviste, contabilità, procedure, reporting, budget e dati finanziari. | Mappa dei presidi esistenti e delle evidenze. |
| 3. Misurare | Gap per area, segnali art. 3, KPI, cash-flow, continuità a 12 mesi, rischi prioritari. | Cruscotto e matrice priorità/urgenza. |
| 4. Adeguare e monitorare | Procedure, responsabilità, calendario reporting, piani di azione, riesame periodico. | Piano di adeguamento con owner, scadenze e prova del funzionamento. |
Scala di valutazione consigliata
| Esito | Significato |
|---|---|
| Adeguato / presidiato | Presidio presente, coerente e con evidenza recente di funzionamento. |
| Parziale | Presidio presente ma informale, incompleto o non aggiornato. |
| Assente | Presidio non esistente o non utilizzabile. |
| N/A motivato | Non applicabile alla specifica impresa; la motivazione va annotata. |
Un punteggio aggregato può aiutare a ordinare le priorità, ma non deve diventare un “bollino legale”. Un singolo gap molto rilevante – per esempio assenza totale di previsione di cassa in presenza di forte indebitamento – può pesare più di molti elementi formali presenti.
Checklist operativa in 36 punti
Una base da personalizzare per natura, dimensione e settore.
| # | Area | Domanda | Esito | Note |
|---|---|---|---|---|
| 01 | Modello di business | Obiettivi e driver economici sono formalizzati e comprensibili? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 02 | Modello di business | Esiste un piano strategico coerente con dimensione e mercato? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 03 | Modello di business | Sono analizzati rischi, opportunità e dipendenze critiche? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 04 | Organizzazione | Esiste organigramma aggiornato? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 05 | Organizzazione | Funzioni, compiti e responsabilità sono definiti? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 06 | Organizzazione | Deleghe e poteri sono coerenti con i ruoli effettivi? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 07 | Organizzazione | Esiste sostituzione per persone chiave? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 08 | Organizzazione | I flussi informativi verso chi decide sono tempestivi? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 09 | Organizzazione | Le procedure critiche sono formalizzate e diffuse? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 10 | Rischi/controlli | Esiste una mappa dei rischi aggiornata? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 11 | Rischi/controlli | Per i rischi principali sono definiti controlli e responsabili? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 12 | Rischi/controlli | Gli accessi informatici sono personali e coerenti con i ruoli? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 13 | Rischi/controlli | Backup e ripristino dei dati essenziali sono verificati? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 14 | Amministrazione | Ciclo attivo e ciclo passivo hanno responsabilità e controlli definiti? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 15 | Amministrazione | Incassi e pagamenti sono monitorati rispetto alle scadenze? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 16 | Amministrazione | Esiste calendario degli adempimenti con owner? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 17 | Amministrazione | Esiste reporting periodico con destinatari e frequenza definiti? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 18 | Contabilità | Le registrazioni sono complete e tempestive? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 19 | Contabilità | Banche e conti finanziari sono riconciliati periodicamente? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 20 | Contabilità | Crediti e debiti sono analizzati per anzianità? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 21 | Contabilità | Il magazzino è riconciliato e monitorato quando rilevante? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 22 | Contabilità | Sono prodotte situazioni infrannuali affidabili? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 23 | Contabilità | Esiste un piano dei conti coerente con il reporting? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 24 | Pianificazione | Esiste budget economico annuale? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 25 | Pianificazione | Esiste budget di tesoreria a 12 mesi? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 26 | Pianificazione | Il budget è aggiornato con forecast? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 27 | Pianificazione | Consuntivo e budget sono confrontati con analisi scostamenti? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 28 | Pianificazione | Sono previsti scenari avversi / stress test? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 29 | Continuità | La sostenibilità del debito è verificata sui 12 mesi successivi? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 30 | Continuità | Sono monitorati i segnali art. 3 CCII? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 31 | Continuità | Sono monitorate le soglie dei creditori pubblici qualificati? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 32 | Continuità | Sono definiti livelli minimi di cassa / trigger di escalation? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 33 | Governance | Le decisioni rilevanti sono documentate con dati e motivazioni? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 34 | Governance | Gli amministratori ricevono report con frequenza coerente al rischio? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 35 | Governance | Le azioni correttive hanno responsabile e scadenza? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
| 36 | Governance | L’assetto viene riesaminato quando cambiano dimensione, business o rischi? | Sì / Parziale / No / N.A. | Evidenza / azione |
Caso pratico: piccola S.r.l.
Come trasformare un sistema informale in un assetto proporzionato, senza costruire una burocrazia inutile.
Esempio: S.r.l. commerciale, 12 dipendenti, fatturato 4,5 milioni, due soci amministratori, 180 clienti, 40 fornitori, magazzino rilevante, affidamenti bancari e un finanziamento chirografario. La contabilità è aggiornata ogni due mesi e non esiste budget di cassa. Gli incassi sono mediamente più lenti delle condizioni contrattuali.
| Gap iniziale | Intervento proporzionato | Frequenza |
|---|---|---|
| Ruoli non formalizzati | Organigramma semplice + matrice poteri/acquisti/pagamenti. | Revisione annuale o a cambio ruoli. |
| Contabilità bimestrale | Chiusura gestionale mensile con riconciliazioni e scritture di competenza essenziali. | Mensile. |
| Crediti non strutturati | Aging clienti + procedura solleciti e limite di credito. | Settimanale/mensile. |
| Cassa non prevista | Budget tesoreria rolling 12 mesi; dettaglio 13 settimane nei periodi di tensione. | Aggiornamento mensile/settim. |
| Nessun budget | Budget economico per ricavi, margine, costi fissi; forecast trimestrale. | Annuale + trimestrale. |
| Magazzino elevato | DIO/rotazione, obsolescenza, inventario ciclico. | Mensile/trimestrale. |
| Decisioni non tracciate | Report di 2 pagine + verbale/memo per scostamenti e investimenti. | Mensile/trimestrale. |
Il risultato non è una “certificazione”: è un sistema che rende visibili margini, assorbimento di capitale circolante, cassa futura e responsabilità. Se le vendite scendono del 10% o il DSO aumenta di 20 giorni, lo stress test mostra l’effetto prima che il problema arrivi sul conto corrente.
Composizione negoziata e test pratico
Gli adeguati assetti devono produrre le informazioni necessarie prima dell’eventuale accesso allo strumento.
La composizione negoziata è uno strumento di natura negoziale e stragiudiziale finalizzato a facilitare il risanamento quando esiste uno squilibrio che rende probabile crisi o insolvenza e il risanamento è ragionevolmente perseguibile. L’esperto indipendente facilita le trattative; il portale camerale mette a disposizione il test pratico preliminare e la lista di controllo.
Il collegamento con gli assetti è diretto: l’art. 3 richiede che il sistema aziendale sia in grado di ricavare le informazioni necessarie per utilizzare la lista di controllo e il test pratico. Ciò rende particolarmente importanti qualità della contabilità, posizione debitoria completa, flussi prospettici e ipotesi di risanamento.
Pacchetto informativo da poter produrre rapidamente
- situazione contabile aggiornata e riconciliata;
- elenco debiti finanziari, fiscali, contributivi e commerciali con scadenze;
- aging crediti e debiti e dettaglio contenziosi rilevanti;
- budget di cassa e forecast economico-patrimoniale;
- elenco contratti e rapporti strategici;
- azioni già intraprese e scenari di risanamento;
- evidenze delle decisioni dell’organo amministrativo.
Giurisprudenza e responsabilità: come leggere il rischio
Niente automatismi: conta la qualità del sistema, il suo funzionamento e il nesso con le decisioni e gli eventuali danni.
La giurisprudenza richiamata nel Vademecum 2025 mostra che l’assenza o l’inadeguatezza degli assetti può assumere rilievo come grave irregolarità gestoria e può portare, nei presupposti previsti, a interventi giudiziari sull’amministrazione. Diverse pronunce sottolineano inoltre che il tema non riguarda soltanto imprese già in crisi: l’assetto deve esistere quando l’impresa è in equilibrio, proprio per consentire prevenzione e reazione.
È però scorretto tradurre questo in una regola secondo cui la semplice mancanza di una checklist rende automaticamente l’amministratore personalmente responsabile di tutti i debiti sociali. La responsabilità va valutata secondo le norme applicabili, la condotta, la violazione, il danno e il nesso causale. Sul piano gestionale, ciò che l’impresa può fare è ridurre il rischio organizzando dati, controlli, processi e decisioni in modo coerente e documentabile.
| Cosa NON basta | Cosa è più difendibile |
|---|---|
| Checklist compilata una volta | Checklist collegata a evidenze, gap, azioni e riesame. |
| Bilancio annuale | Situazioni infrannuali + previsione e analisi scostamenti. |
| Budget “per la banca” | Budget usato internamente e aggiornato. |
| Organigramma grafico | Ruoli reali, poteri, procedure e sostituzioni coerenti. |
| KPI senza soglia | KPI con trend, soglia interna, responsabile e azione prevista. |
| Verbale generico | Decisione collegata ai dati disponibili e alle alternative considerate. |
Toolkit SG e nuove utility
Dal documento alla funzione: strumenti pubblici, tool operativi e servizi professionali.
L’analisi dei siti segnalati conferma un modello utile: separare contenuto gratuito, autovalutazione, fogli operativi e consulenza. Per Studio Giordano la differenza deve essere la coerenza fra gli strumenti: il visitatore parte dalla guida, usa una utility anonima, può scaricare un modello e, se serve, attivare un check-up professionale.
| Priorità | Utility / tool | Funzione | Perimetro |
|---|---|---|---|
| A | SG Check Adeguati Assetti | Questionario per aree con score orientativo, gap, priorità ed evidenze richieste. | Pubblico, nessun “bollino legale”. |
| A | Segnali art. 3 CCII | Verifica mensile delle 4 famiglie di segnali e promemoria art. 25-novies. | Pubblico, parametri versionati. |
| A | Budget di Tesoreria 12 mesi | Entrate/uscite, saldo minimo, affidamenti, rate e grafico cassa. | Tool web + versione Excel scaricabile. |
| A | DSCR gestionale indicativo | Flusso disponibile / servizio del debito con ipotesi esplicite. | Pubblico, disclaimer forte. |
| A | Dashboard PMI | EBITDA margin, ROS, current/quick ratio, PFN/EBITDA, DSO/DPO/DIO/CCC. | Pubblico + versione cliente SG Monitor. |
| A | Budget vs Consuntivo | Scostamenti assoluti/% e priorità di analisi. | Pubblico semplificato. |
| B | Stress Test 12 mesi | Scenari su fatturato, margini, DSO, costi, tassi e investimenti. | Utility professionale. |
| B | Aging crediti e rischio concentrazione | Scadenzario clienti, fasce anzianità, top exposures e DSO. | Excel / SG Suite. |
| B | Business Plan guidato | Assunzioni, CE, SP, cassa, investimenti, fonti e sensitività. | Modello scaricabile + servizio. |
| B | Organigramma e matrice responsabilità | Generatore semplice di ruoli, deleghe e processi critici. | Pubblico senza dati sensibili o export locale. |
| C | Checklist Cooperative | Estensione specifica mutualità, prestito sociale, relazione ex art. 2545, revisione cooperativa. | Verticale cooperative. |
| C | Pacchetto evidenze CdA/AU | Template report periodico e memo decisioni. | Riservato/servizio professionale. |
Architettura consigliata del portale
Nel portale SG la guida Adeguati Assetti è collegata all’hub “Guide & Strumenti”: Guida completa → SG Check → Segnali CCII → Budget Tesoreria → Dashboard PMI → eventuale check-up professionale. La pagina resta quindi approfondita e indicizzabile, ma l’utente percepisce un unico percorso e non una raccolta di tool scollegati.
Funzioni prese come ispirazione dai siti osservati
- dashboard operative con scadenze e stato, come logica di prodotto;
- questionario con fotografia dello stato e relazione riepilogativa;
- business plan con previsionali e DSCR;
- catalogo di calcolatori e simulatori organizzato per problema;
- strumenti Excel autonomi e personalizzabili per chi non vuole un software complesso;
- CTA dalla guida allo strumento, e dallo strumento al servizio professionale.
FAQ
Domande operative da usare anche nella pagina web della guida.
Una piccola S.r.l. deve avere gli stessi strumenti di una grande società?
No. Il principio è di adeguatezza rispetto a natura e dimensione. Una PMI può avere strumenti più semplici, ma deve comunque produrre informazioni tempestive e prospettiche sufficienti per governare i propri rischi.
Basta avere la contabilità aggiornata?
No. La contabilità è una base necessaria, ma l’assetto deve anche consentire pianificazione, monitoraggio della cassa, analisi degli scostamenti, verifica del debito e circolazione delle informazioni.
Il DSCR è obbligatorio in ogni impresa?
La norma richiede di verificare sostenibilità dei debiti e continuità almeno a dodici mesi. Il DSCR è uno strumento utile, ma va scelto e costruito in modo coerente con la situazione e con le fonti dei flussi.
Se supero uno dei segnali dell’art. 3 sono automaticamente in crisi?
No. Dopo il correttivo 2024 i segnali sono espressamente descritti come elementi che agevolano la previsione anche prima dell’emersione della crisi o dell’insolvenza. Il superamento richiede analisi e azione, non un’etichetta automatica.
Serve un organigramma anche se siamo in pochi?
Quando più persone partecipano a decisioni e processi, una rappresentazione semplice di funzioni, compiti e sostituzioni riduce ambiguità. Anche una struttura di poche righe può essere utile se rispecchia davvero l’organizzazione.
Ogni quanto va fatto il check-up?
L’assetto va monitorato in continuo e riesaminato quando cambiano dimensione, governance, business, personale, finanza o rischi. Una revisione organica annuale può essere una base, con controlli mensili/trimestrali sui dati.
Un software può certificare che gli assetti sono adeguati?
No. Un software può aiutare a raccogliere evidenze, calcolare indicatori e segnalare gap, ma l’adeguatezza è una valutazione contestuale che dipende anche da processi, persone, decisioni e concreta operatività.
Gli adeguati assetti servono solo se l’impresa è in difficoltà?
No. La loro funzione è soprattutto preventiva. I tribunali hanno attribuito rilievo alla carenza di assetti anche in società non ancora in crisi.
Che differenza c’è fra SG Check-up Aziendale e check adeguati assetti?
Il check adeguati assetti valuta il sistema organizzativo, amministrativo-contabile e prospettico. Il Check-up Aziendale concentra l’analisi su equilibrio economico, patrimoniale e finanziario e può diventare uno degli strumenti periodici dell’assetto.
Cosa riceve concretamente l’impresa da un incarico professionale?
In funzione del perimetro: relazione di check-up, checklist commentata, gap e priorità, cruscotto indicatori, budget/tesoreria, piano di adeguamento, procedure e calendario dei riesami.
Fonti e riferimenti
Materiali forniti, norme e fonti professionali utilizzate per la costruzione della guida.
Materiali forniti allo Studio
- “Pillole di Adeguati Assetti” – materiale formativo su quadro normativo, organigramma, risk management, controllo interno, pianificazione, budget, forecast, DSCR, reporting, stress test e procedure contabili.
- Cristina Mariani, Alessandro Silva, “Dal controllo del Cash Flow agli Adeguati Assetti” – estratto/demo FrancoAngeli 2024: cash flow, capitale circolante, budget, reporting, organigrammi/job description e relazione con il credito.
- Paolo Lardini, “Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili” – trattazione su quadro normativo, business judgment rule, monitoraggio, checklist e proporzionalità.
- Confindustria Lecce – ODCEC Lecce, “Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili”, Vademecum 2025: perimetro normativo, continuità, strumenti di verifica, checklist CNDCEC e giurisprudenza.
Normativa e fonti ufficiali/professionali
| Fonte | Uso nella guida |
|---|---|
| Codice civile | Art. 2086; artt. 2381, 2475 e norme di governance applicabili. |
| D.Lgs. 14/2019 – CCII | Art. 3, art. 13 e art. 25-novies, nel testo vigente; D.Lgs. 136/2024 (correttivo). |
| CNDCEC / FNC | “Assetti organizzativi, amministrativi e contabili: check-list operative”, 25 luglio 2023. |
| CNDCEC / FNC | “Check-list operative – Focus Cooperative”, 10 ottobre 2024. |
| Portale Composizione Negoziata | Test pratico preliminare e lista di controllo particolareggiata. |
| OIC | OIC 11 (continuità) e OIC 30 (bilanci intermedi), secondo applicabilità. |
| Fonti web analizzate | Edupass/Passepartout, CommercialistaTelematico, Studio Pianca, Fisco e Tasse: usate come confronto di struttura, strumenti e temi; non come sostituzione delle fonti normative. |
SG · Studio Giordano
Adeguati assetti, controllo e continuità: strumenti proporzionati all’impresa reale.
Viale della Democrazia, 221 · Campagna (SA) · ODCEC Salerno n. 2213A